{"id":5830,"date":"2014-04-30T10:51:41","date_gmt":"2014-04-30T08:51:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alfaforma.it\/?p=5830"},"modified":"2014-04-30T10:51:41","modified_gmt":"2014-04-30T08:51:41","slug":"03042014-campania-dal-19-maggio-le-domande-per-il-rilancio-delle-aree-di-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lab.alfaforma.it\/index.php\/2014\/04\/30\/03042014-campania-dal-19-maggio-le-domande-per-il-rilancio-delle-aree-di-crisi\/","title":{"rendered":"05\/04\/2014 &#8211; Campania, dal 19 maggio le domande per il rilancio delle aree di crisi"},"content":{"rendered":"<div id=\"id_51c8637ec1ab54078439109\" style=\"text-align: justify;\">\n[icon style=&#8221;icon-news&#8221; url=&#8221;&#8221; target=&#8221;_self&#8221; lightbox_content=&#8221;&#8221; lightbox_description=&#8221;&#8221;]<br \/>\nPotranno essere presentate a partire dal 19 maggio fino al 30 giugno 2014 le domande per accedere ai 53,40 milioni di euro destinati ai programmi di <strong>rilancio industriale<\/strong> delle <strong>aree di crisi della Campania<\/strong>. Il Bando (D.M. 13 febbraio 2014) prevede agevolazioni in favore di <strong>programmi di investimento<\/strong> finalizzati al raggiungimento<!--more--> di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale, relativi a unit\u00e0 produttive ubicate nelle aree di crisi della Campania, per promuoverne il rilancio industriale e la riqualificazione del sistema produttivo. La dotazione finanziaria complessiva di 53,4 milioni di euro \u00e8 cos\u00ec ripartita tra le cinque aree di crisi: &#8211; 10.680.000 euro all\u2019area di crisi di Airola &#8211; 7.155.600 euro all\u2019area di crisi di Acerra &#8211; 7.155.600 euro all\u2019area di crisi di Avellino &#8211; 14.204.400 euro all\u2019area di crisi di Caserta &#8211; 14.204.400 euro all\u2019area di crisi di Castellammare di Stabia. Possono partecipare al bando le societ\u00e0, anche consortili, iscritte nel Registro delle imprese, in regola dal punto di vista fiscale, contributivo e delle norme edilizie, del lavoro e della salvaguardia dell&#8217;ambiente. Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi, relativi a unit\u00e0 produttive ubicate nella Macro area di crisi, riguardanti: &#8211; le attivit\u00e0 manifatturiere (Ateco 2007, sezione C) tranne siderurgia, cantieristica navale, industria carboniera e fibre sintetiche; &#8211; produzione e distribuzione di energia elettrica e calore (Ateco 2007, sezione D) limitatamente agli impianti che concorrono all\u2019incremento dell\u2019efficienza energetica e al risparmio energetico, con potenza fino a 50 MW elettrici; &#8211; attivit\u00e0 di servizi (magazzinaggio e attivit\u00e0 di supporto ai trasporti, telecomunicazioni, informatica, ricerca e sviluppo, gestione dei rifiuti e risanamento, attivit\u00e0 professionali tra cui: studi di architettura, ingegneria e altri studi tecnici, design e styling di mobili e altri beni per la casa). Le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato e del contributo in conto impianti. Il <strong>finanziamento agevolato<\/strong>, che deve essere assistito, per la linea capitale, da garanzie ipotecarie, bancarie e\/o assicurative, \u00e8 concesso, nella misura del 30% degli investimenti ammissibili; ha una durata massima di 10 anni oltre un periodo di preammortamento di massimo 2 anni, commisurato alla durata del programma. Il tasso agevolato di finanziamento \u00e8 pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni. Il rimborso del finanziamento agevolato avviene secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno. Il contributo in conto impianti sar\u00e0 compreso tra il 3% e il 45% degli investimenti ammissibili e fino a concorrenza dell\u2019intensit\u00e0 massima di aiuto concedibile. I beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario, attraverso risorse proprie o finanziamento esterno, senza sostegno pubblico, pari almeno al 25% del totale delle spese ammissibili e sono tenuti all\u2019obbligo del mantenimento dei beni agevolati per almeno 5 anni (3 anni nel caso di PMI) dalla data di ultimazione del programma. Sono ammissibili i programmi di investimento che prevedono: a) la realizzazione di nuove unit\u00e0 produttive tramite l\u2019adozione di soluzioni tecniche, organizzative e\/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento; b) l\u2019ampliamento e\/o la riqualificazione di unit\u00e0 produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo; c) la realizzazione di nuove unit\u00e0 produttive o l\u2019ampliamento di unit\u00e0 produttive esistenti che eroghino i servizi ammessi agli aiuti. I programmi di investimento devono comunque prevedere un incremento occupazionale. Le imprese beneficiarie delle agevolazioni dovranno assumere prioritariamente lavoratori in CIG o in mobilit\u00e0 e residenti nell\u2019area di crisi, pena la revoca degli aiuti. Sono ammessi alle agevolazioni i programmi di importo compreso tra 1 e 20 milioni di euro. Solo per le attivit\u00e0 di servizi l\u2019importo minimo \u00e8 pari a 500.000 euro. La domanda di agevolazioni, unitamente agli allegati, deve essere trasmessa per via elettronica al Soggetto gestore, secondo le modalit\u00e0 e gli schemi che saranno resi disponibili dallo stesso in un\u2019apposita sezione del sito www.invitalia.it, nonch\u00e9 nei siti del Ministero (www.mise.gov.it) e della Regione Campania (www.regione.campania.it). 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